Eventi

Notizie dal network Ristoranti Che Passione

  • viwine festival 23 - 24 -25 Settembre

    Piazza dei Signori a Vicenza ospita ViWine Festival, la prima grande manifestazione delle eccellenze vinicole e gastronomiche locali. Il 23 24 e 25 settembre partecipando al ViWine Festival avrete la possibilità di degustare i vini di pregio del nostro territorio e assaggiare piatti gastronomici della tradizione. Tutto questo, e molto altro è Viwinefestival, una manifestazione da bere, conoscere e assaporare. Saranno presenti alla manifestazione 41 espositori, 34 partner e 150 etichette, tutte aziende selezionate del territorio! Sabato 24 alle 16:30 parlerà dal palco anche Riccardo Penzo per presentare la Guida 2022 con una promozione speciale per chi interverrà. Cercate la casetta dei nostri Partner in Guida: Tenuta Natalina Grandi, di Fongaro Spumanti e di Tenuta Maule. Per tutti i soci della Guida Ristoranti Che Passione uno sconto in prevendita la tessera vi permette di avere 5 € di sconto oppure mostrando la tessera valida alle casse. INFO 346 740 5446

  • lo spritz diventa evento

    Perché dividere quando si può unire? A maggior ragione se dall’unione di vino e acqua in prima battuta nasce qualcosa di unico e congregativo come lo spritz. Bianco, rosso, Aperol o Select: non importa, basta che sia spritz. Nel libro “Slow spritz: come prepararlo, come berlo” (Ronzani Editore), Ettore Molon rende omaggio a questo nettare sociale decantandone le sue origini, i suoi valori e infine, proponendone delle ricette. Definire lo spritz in breve è difficile però l’autore, insieme al giornalista Stefano Ferrio, districa questa matassa giovedì 22 settembre alle 18.30 presso la Proseccheria Ai Soffioni di Treviso. Questo locale è definito dal titolare Paolo Lai la “casa del Prosecco”,Doc e Docg, uno degli ingredienti simbolo dello spritz. È inoltre un simbolo della nostra identità, proprio come questo spumante straordinario. L’evento sarà solo il primo di una serie di appuntamenti. Ingresso libero. Per info chiamare il numero 0422 1747821.

  • quattro mani - due incontri di gusto

    Uniti dalla passione per la cucina regionale veneta, gli chef Saimir Xhaxhaj e Daniel Canzian coniugano semplice raffinatezza e straordinaria inventiva in due serate uniche per gustare l’inedito connubio, da Verona a Milano. Si inizia da La Canonica Ristorante a Verona, dove il 20 settembre lo chef Saimir Xhaxhaj avrà il piacere di ospitare nella sua cucina lo chef Daniel Canzian. Le loro carriere si contraddistinguono per un lavoro di ricerca e dedizione, che oggi dà vita a due speciali Incontri di gusto, con menu unici e irripetibili: equilibrio, stagionalità e originalità sono i capisaldi che accomunano le due personalità. La prima sera si parte con le Capesante omaggio alla Serenissima dello chef Daniel Canzian, realizzate con mele sciroppate, salsa orientale e alga wakame. Si prosegue con il Risotto al limone, sugo d’arrosto e liquirizia, tra i piatti più apprezzati del menu del ristorante meneghino. A seguire la proposta dello chef Xhaxhaj: Diaframma di cavallo, salsa alla barbabietola e marsala, scalogno sott’aceto e crema di pastinaca, un piatto che rappresenta molto bene la sua idea di cucina. A concludere verrà servito il Tiramisù al tartufo, un finale più che mai sorprendente, frutto dell’attento equilibrio ricercato dallo chef ospitante. Tutte le portate saranno accompagnate da un calice di vino. Locale selezionato dalla Guida Ristoranti Che Passione. Prenotazione obbligatoria. Costo per menu a persona: € 140 con vino, € 100 senza vino.

  • Diventa Sommelier AIS con 10% sconto ai nostri soci

    Diventa Sommelier AIS con i corsi in partenza a settembre: 3 livelli di formazione con 35 corsi diffusi capillarmente in tutto il Veneto, vedi l'elenco completo nel sito. L'offerta di AIS Veneto è completa con 12 corsi online e 23 in presenza, poi continuano i corsi di 1° livello sulla birra. 10% di sconto per tutti i soci Ristoranti Che Passione e la comodità delle lezioni sia in presenza che in streaming con i corsi digitali #SmartAISVeneto di 1°, 2° e 3° livello. Oppure respira il fascino degli incontri classici in presenza che coprono tutti e tre i livelli della formazione con degustazioni guidate. Parte quest'anno anche un nuovo corso di qualificazione professionale regionale di 1° livello online, con degustazioni in presenza nella sede di Verona o di Mestre. Visita www.aisveneto.it.

  • master gli stili del vino

    “Parliamo di stile. Del vino, naturalmente. E' il punto di inizio e, probabilmente, di arrivo. Nella sua concezione più semplice, infatti, risponde alla domanda che qualsiasi consumatore potrebbe rivolgere al sommelier del ristorante, o all’amico esperto: “Che tipo di vino è?”. Ma la questione è assai più complessa e racchiude molti argomenti che vanno approfonditi con attenzione. Quattro Lezioni presso il Centro Congressi dell'Abbazia di Praglia a Teolo (PD) con 4 esperti d'eccezione, la prima il 19 settembre alle ore 20.45 con il relatore Ottavio Venditto, Miglior Sommelier d’Italia 2014 e patron del Ristorante La Tavernetta del lido di Venezia che presenta "Il mito senza tempo dei Supertuscan". In degustazione:

    • - Bolgheri Sassicaia DOC “Sassicaia” 2005 – Tenuta San Guido;
    • - Le Serre Nuove Dell’Ornellaia Bolgheri DOC Rosso 2019 – Ornellaia;
    • - Oreno 2018 – Tenuta Setteponti;
    • - Toscana Rosso IGT “Tignanello” 2019 – Tenuta Tignanello, Antinori;
    • - Toscana Rosso IGT “Vigorello” 2018 – San Felice;
    • - Orma 2018 – Tenuta Setteponti;
    • - Galatrona 2018 – Petrolo;
    Per info su prenotazioni, costi e le successive lezioni consultare il sito www.associazionearte-vino.it.

  • visita al castello bonomi per il festival del franciacorta

    In occasione del Festival del Franciacorta che si terrà il 10 e 11 settembre, poi il 17 e 18 settembre, la famiglia Paladin, Partner della Guida Ristoranti Che Passione da molti anni, è lieta di invitarvi a visitare la tenuta bresciana del Castello Bonomi. Potrete scoprire l'unico vero château del territorio, che sorge alle pendici del Monte Orfano, 275 m s.l.m., nel comune di Coccaglio (BS). Circondati da un parco secolare, per 24 ettari gli splendidi vigneti si sviluppano a gradoni e sono ancora recintati da un muro a secco risalente a metà Ottocento. L’evento sarà l’occasione per degustare, oltre ai classici, il Franciacorta Riserva Lucrezia Etichetta Nera 2008, il Franciacorta Riserva Etichetta Bianca Satèn 2009 e il Franciacorta Erbamat. Per info e prenotazioni contattate il numero 030 7721015 o scrivete a tour@castellobonomi.it.

  • bacco e bacalà

    La Pro Loco Sandrigo ripropone con successo la manifestazione "Bacco e Bacalà" in collaborazione con Emmebi Bevande di Marostica, i vini che ben si abbinano al Bacalà alla Vicentina secondo la Confraternita. La cornice dell’aperitivo gourmet con light dinner è la splendida di Villa Mascotto Ancignano di Sandrigo (VI). Sarà tutto curato nei dettagli: i vini non saranno solo quelli del territorio ma si spazierà anche in altre regioni italiane: Piemonte, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Sicilia. Quest’anno la degustazione vini comprende 8 calici. Le proposte culinarie incluse nel biglietto unico di 25 euro comprendono un antipasto con tris di assaggi a base di stoccafisso, un primo piatto e dolcetti secchi. Numerose le cantine del territorio, tra cui vi consigliamo di assaggiare i nostri Partner: Fongaro Spumanti per il durello a metodo classico e Tenuta Natalina Grandi per la garganega. La novità del 2022 sarà gli Orange Wine e i PIWI (vitigni a piede resistente). Durante il pomeriggio, ricordiamo che l'accesso è consentito solo dalle 17.30 alle 19.00 e che la manifestazione di concluderà alle 22:00, sarà possibile vedere anche un cooking show di CHOPSTICK LAB laboratorio artigianale di sushi. Prevendita fino ad esaurimento posti perciò affrettatevi al sito festadelbaccala.com.

  • cena tra i filari

    La stavate aspettando, vero? Ebbene, anche quest’anno, venerdì 9 settembre, ritorna la cena tra i filari, un evento unico nel suo genere. Una cena a lume di candela, tra i filari del vigneto fronte Villa Angarano, quando i grappoli sono maturi e ormai pronti per essere raccolti. Una serata da trascorrere insieme, in un’atmosfera suggestiva, con le colline di Sant’Eusebio e il Monte Grappa da fare da sfondo. L’evento è organizzato in collaborazione con il Ristorante B38, che per una notte trasferirà la sua cucina nel vigneto davanti alla villa, proponendo piatti ricercati, con ingredienti tipici e stagionali, accompagnati dai vini Le Vie Angarano. Inoltre, nel corso della serata, ci sarà anche un ospite speciale. Di chi si tratta? Lo scoprirete prossimamente... Locale selezionato dalla Guida Ristoranti Che Passione . Per info e prenotazioni: Le Vie Angarano 342 0903198 info@levieangarano.con oppure Ristorante B38 0424 524988 info@ristoranteb38.it

  • il cinema in cucina

    Una serata speciale dove due passioni si fondono e creano un connubio unico e irripetibile. Venerdì 9 settembre presso L'Osteria De La Tana di Asiago (VI) ci sarà un evento dedicato al cinema e alla cucina. Ecco il goloso e originale menù:

    • - Ratatoille - Ratatoille 2007;
    • - Pomodori Verdi Fritti - Pomodori Verdi Fritti alla Fermata del Treno 1991;
    • - Il sugo di Clemenza - Il Padrino parte I 1972;
    • - Pollo Tandoli - Amore Cucina e Curry 2014;
    • - Quailles en "sarcophage"- Il pranzo di Babette 1987;
    • - La Creme Brulèe - Il favoloso mondo di Amelie 2001;
    • - I cioccolatini - Forrest Gump 1994.
    Locale selezionato dalla Guida Ristoranti Che Passione. Prezzo a persona 65 euro bevande escluse. Solo 30 posti disponibili. Info e prenotazioni: 344 1708004 oppure scrivete a info@latanagourmet.it

  • Intervista a Renato Rizzardi, chef del ristorante “La Locanda di Piero”

    Ci troviamo a Montecchio Precalcino, piccolo comune vicentino noto per ospitare all’interno dei suoi confini la villa palladiana Forni-Cerato. A meno di dieci minuti di distanza a piedi dall’edificio cinquecentesco, in quella che all’apparenza potrebbe sembrare una casa come le altre, sorge il ristorante La Locanda di Piero, gestito da ormai trent’anni dall’operosa maestria del suo patron Renato Rizzardi.

    Nell’intervista odierna conosceremo più da vicino Renato, cuoco di cui v’invitiamo a scoprire i piatti e l’accoglienza recandovi personalmente a Montecchio, al numero 34 di Via Roma.

    «Ogni storia professionale ha un punto di partenza nelle passioni individuali di ciascuno di noi: a volte sin da piccoli coltiviamo hobby e talenti che svilupperemo nella nostra carriera lavorativa, a volte scopriamo più avanti nel tempo cosa ci riesce meglio. Tu quando hai iniziato ad appassionarti alla buona cucina?»

    «Sai, questa è una domanda che faccio molto spesso ai ragazzi a cui insegno il mestiere qui alla Locanda. Spesso mi raccontano che hanno scelto di frequentare l’alberghiero perché si sono appassionati alla cucina guardando i genitori o i numerosissimi programmi televisivi che al giorno d’oggi parlano di questo argomento: per quanto fondamentale possa essere, però, l’attività di osservare da spettatori passivi la creazione di una pietanza non è altro che il primo, timido passo verso la professione di chef. Aiutare in cucina, leggere libri di ricette, impegnarsi in prima persona anche tra le mura domestiche non è secondario: chiunque può assaggiare piatti ben riusciti, ma prepararli è un’altra storia.

    Io ho il diploma di geometra, il consiglio dei miei insegnanti è stato quello di studiare ingegneria navale all’università. Ho deciso contro il loro parere e quello dei miei familiari di percorrere un’altra strada: all’epoca non era considerato gratificante passare il proprio tempo ai fornelli, dopotutto, ed era dunque normale desiderare altro per i propri figli. Oggi la cucina viene invece vista come una chiave per la notorietà, sull’onda di Masterchef o altri format simili. La realtà, tuttavia, è ben diversa».

    «Quali caratteristiche dovrebbe possedere un aspirante cuoco per avere qualche chance di proseguire la sua carriera?»

    «Prima di tutto, la concretezza. La volontà di sporcarsi le mani e di saper anche pulire, di iniziare con le piccole mansioni senza ritenerle svilenti, di informarsi continuamente, senza supponenza o presunzione: dopo tanti anni, io mi sento ancora uno stagista, amplio le mie conoscenze ogni volta che ne ho l’occasione. In un ragazzo è importante trovare la stessa curiosità, unita alla costanza e alla continua pratica.

    Lavorare in questo campo comporta dei sacrifici non indifferenti, non è affatto una professione leggera e spensierata. Bisogna avere un’energia interiore ben vivace per andare oltre la semplice “infatuazione” per il mestiere, studiare lingue, management, contabilità, per portare ad alto livello le proprie competenze».

    «Ci sono stati momenti in cui lo stress e il peso dei periodi di crisi ti hanno fatto demordere?»

    «Sicuramente anche il passato recente non è stato un momento roseo, tra la pandemia e l’attuale guerra, con le ripercussioni sull’energia che tutti conosciamo. Bisogna notare, però, che i lati negativi che comportano queste congiunture storiche sono legati all’attività del ristoratore, dello chef imprenditore, non del cuoco in sé e per sé: occorre distinguere i due aspetti per giudicare a che cosa si deve l’eventuale burn out. Per quanto mi riguarda, la cucina intesa in senso stretto non mi ha mai portato a stare male, ho sempre conservato l’entusiasmo e penso proprio che lo manterrò anche in futuro, al di là delle problematiche che ci saranno da affrontare».

    «Hai citato il Covid e il conflitto in Ucraina. Pensi che anche il cambiamento climatico costituisca una problematica impattante sul tuo lavoro?»

    «Ne vedo gli effetti sull’orto della Locanda. Il nostro menu segue la stagionalità, ma i ritmi della vegetazione non sono gli stessi di qualche decennio fa: quest’anno il raccolto non è stato positivo, sapere che è una situazione destinata a peggiorare non conforta affatto. Non di meno, credo che occorra conservare l’ottimismo e dare il massimo, anche facendo attenzione agli sprechi e all’utilizzo delle risorse: per fortuna qui in Italia la cultura del risparmio è ancora ben viva. Avendo lavorato in America [al ristorante Donatello di San Francisco, California – ndr], posso dire che lì non si ragiona allo stesso modo, e che siamo fortunati ad avere questa tradizione».

    «Per concludere la nostra conversazione, uno spunto di lettura per chi volesse approfondire il tuo lavoro alla Locanda: ci vuoi dire due parole sul libro in cui tu e il tuo maestro di sala Sergio Olivetti avete racchiuso i primi venticinque anni d’attività del locale?»

    «Moto PerpetuoAlla ricerca del piatto perfetto racconta la volontà instancabile di reinventarsi, sperimentare e sorridere al domani, una volontà che devo dire mi accompagna tutt’ora. In quest’autobiografia ricapitolo il percorso che mi ha portato a costruire questa realtà, che sognavo da quando avevo quattordici anni: un’oasi di calma e serenità in vista dell’Altopiano di Asiago, dove accogliere con ospitalità i visitatori e sentirmi appagato della semplicità di questo contorno».

     

    Intervista a cura di Chiara Tomasella